Euro 2004, la Grecia di Otto Rehhagel

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Oggi voglio raccontarti una storia. È la storia di una nazionale di calcio che grazie alla sua organizzazione tattica, determinazione e a un pizzico di fortuna, riuscì a conquistare il suo primo titolo europeo ribaltando ogni tipo di pronostico. Sto parlando della Grecia di Otto Rehhagel, una squadra entrata nella leggenda grazie a un calcio difensivo meglio noto a noi italiani con il termine “catenaccio”. Per molti l’edizione di Euro 2004 è stata tra le più brutte degli ultimi anni, ma non per me. Se vedo una goleada, una bella giocata di un singolo o un’azione corale ben eseguita mi esalto come tutti, ma non esulto se alla fine dei 90′ la mia squadra esce dal campo con la sconfitta. Quel gruppo composto da giocatori modesti non ha dato spettacolo è vero, ma ha fatto esultare un’intera nazione e ci ha ricordato che nel calcio la prima regola è non prendere gol.

Grecia campione d’Europa, la formazione

La rosa scelta dal commissario tecnico per disputare l’europeo giocato in Portogallo è stata la seguente:

Portieri: Nikopolidis, Chalkias, Katergiannakis

Difensori: Dabizas, Dellas, Fyssas, Gkoumas, Kapsis, Seitaridis, Venetidis

Centrocampisti: Basinas, Georgiadis, Giannakopoulos, Kafes, Karagounis, Katsouranis, Lakis, Tsiartas, Zagorakis

Attaccanti: Charisteas, Nikolaidis, Papadopoulos, Vryzas

Come vedi non ci sono “fenomeni” ma giocatori modesti guidati però da un allenatore di fama mondiale. Già perché Otto Rehhagel nel corso della sua carriera è riuscito a vincere 3 Campionati tedeschi (storica la vittoria del 1997-98 con il Kaiserslautern neopromosso in Bundesliga), 3 Coppe di Germania, 3 Supercoppe di Germania e una Coppa delle Coppe.

Grecia campione d’Europa, l’inizio di un sogno

Otto Rehhagel si presenta a Euro 2004 con la giusta consapevolezza. Il commissario tecnico infatti sa di non poter affrontare le squadre presenti a viso aperto, di conseguenza impedisce agli avversari di sfruttare il potenziale offensivo sollevando un vero e proprio muro difensivo davanti al portiere: un libero a presidiare la zona arretrata, marcature a uomo sugli attaccanti e sul trequartista, centrocampo dinamico con il compito di interrompere sul nascere la manovra e velocità nell’avviare l’azione di contropiede. Un gioco per certi versi semplice ma molto dispendioso dal punto di vista fisico: tutti devono correre il doppio ed aiutarsi a vicenda tra i vari reparti.

Con questa ricetta la Grecia realizza un’impresa incredibile e diventa campione d’Europa. Ad aprire il torneo è proprio la formazione di Otto Rehhagel che nella gara inaugurale del gruppo A sfida i padroni di casa del Portogallo vincendo 1-2 grazie alle reti di Karagounis e di Basinas su calcio di rigore. Gara combattuta anche quella contro la Spagna: 1-1 il risultato finale con i gol di Morientes e Charisteas. Ultima partita dunque decisiva per il passaggio ai quarti di finale: Grecia e Spagna, entrambe a quota 4 punti, perdono rispettivamente contro Russia e Portogallo ma la squadra di Otto Rehhagel riesce comunque a superare il turno grazie alla differenza reti: 4 gol segnati e 4 subiti dalla Grecia, 2 gol fatti e 2 subiti dalla Spagna. Fondamentale la rete di Vryzas al 43′ nella sconfitta per 2-1 con la Russia.

Euro 2004, Classifica gruppo A

Fonte foto: Wikipedia

Grecia campione d’Europa, quarti di finale

Nei quarti di finale la Grecia affronta la Francia campione in carica. Il divario tecnico tra le due squadre è evidente ma Rehhagel studia tutto alla perfezione e schiera i suoi con un 3-5-2 e le immancabili marcature a uomo: Seitaridis su Henry, Kapsis su Trezeguet, Fyssas e Katsouranis entrambi su Zidane. In quella partita la Grecia non gioca una gara strettamente difensiva ma al contrario riesce a creare diverse occasioni da gol e al 65’ passa in vantaggio con un colpo di testa di Charisteas che chiude la sfida sul risultato finale di 1-0. Il sogno inizia a diventare realtà ma tra la formazione di Otto Rehhagel e la finale c’è ancora l’ostacolo Repubblica Ceca.

Grecia campione d’Europa, semifinale

La sfida contro la Repubblica Ceca rappresenta la perfetta sintesi del calcio greco a Euro 2004: difesa a oltranza, gioco ruvido e buon utilizzo delle palle inattive, il tutto condito da quel pizzico di fortuna che non guasta mai. Dopo soli 3′ infatti la Repubblica Ceca sfiora il vantaggio ma la traversa nega la gioia del gol a Rosicky. La formazione di Karel Brückner ci prova per tutto il primo tempo senza però riuscire a trovare la via della rete. Al 40′ la squadra perde anche Pavel Nedved per infortunio dopo uno scontro con Katsouranis. La gara rimane in equilibrio fino alla fine dei 90′ ma nei supplementari la Grecia trova la rete che le permette di raggiungere la finale. La regola è quella del silver gol: se una squadra segna deve mantenere il vantaggio fino al termine dell’extra time. Ed è proprio sul finire del primo tempo supplementare che la formazione di Rehhagel realizza il gol vittoria: Tsiartas si incarica della battuta di un calcio d’angolo e mette la palla al centro area. Il difensore della Roma Dellas si inserisce e di testa deposita la sfera alle spalle di Cech permettendo ai suoi di raggiungere la finale.

Grecia campione d’Europa, la finale

L’ultima gara di Euro 2004 ripropone la sfida di apertura tra Grecia e Portogallo. La squadra di Luiz Felipe Scolari è la favorita: gioca in casa, ha il pubblico dalla sua parte e può contare su giocatori del calibro di Figo, Cristiano Ronaldo, Rui Costa e Deco. Nel suo ultimo atto però la favola greca ci regala un finale inaspettato e imprevedibile merito, soprattutto, della tattica e delle marcature a uomo di Otto Rehhagel. La punta portoghese Pauleta viene presa in consegna da Kapsis mentre Seitaridis e Fyssas bloccano rispettivamente Figo e Cristiano Ronaldo a seconda della fascia di competenza. Nel corso del primo tempo i problemi maggiori alla retroguardia ellenica li procura Miguel, complice una marcatura poco attenta di Giannakopoulos ma il risultato non cambia e i primi 45′ si chiudono sullo 0-0. Nella ripresa il Portogallo aumenta la pressione offensiva: la Grecia soffre, commette errori a centrocampo e perde palloni in fase di disimpegno. Il muro difensivo però regge e al 12′ arriva il vantaggio grazie ad uno schema collaudato: calcio d’angolo battuto da Basinas, Charisteas sovrasta Andrade e di testa deposita la sfera alle spalle del portiere Ricardo. Il Portogallo tenta il tutto per tutto: Scolari prova a dare la scossa ai suoi inserendo Nuno Gomes e Rui Costa ma Rehhagel risponde mandando in campo il difensore Venetidis al posto Giannakopulos. I padroni di casa sfiorano il gol in diverse occasioni ma la rete non arriva e il triplice fischio dell’arbitro Merk sancisce il verdetto: la Grecia di Otto Rehhagel è campione d’Europa.

Euro 2004, Grecia campione d'Europa

Fonte foto: Wikipedia

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