Chiellini si racconta: «Sportivamente odio l’Inter»

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In occasione della presentazione della sua autobiografia dal titolo Io Giorgio, Chiellini si racconta e in un’intervista rilasciata al quotidiano La Repubblica svela alcuni retroscena della sua carriera. Il primo tema toccato, ovviamente, è quello strettamente legato all’attualità e alla voglia di ricominciare: «Devo confessarlo: a casa con mia moglie e le mie due figlie sono stato benissimo. Quando la Juve mi ha richiamato alla Continassa mi è piombata la tristezza addosso. Appena uscito con la macchina però qualcosa in me si è riacceso ed è stato bello ricominciare». Poi aggiunge: «Non so se il campionato riprenderà ma noi avevamo bisogno di ripartire, non è semplice e l’ho notato nei compagni più giovani di me».

Nel corso della lunga intervista il difensore bianconero parla di vari argomenti. Tra questi ad esempio c’è quello relativo al suo futuro dopo il ritiro: «Mi vedo dietro una scrivania, vorrei occuparmi di politica sportiva. Mi piacerebbe contribuire a riformare il calcio» Non solo discorsi personali perché Giorgio Chiellini parla anche di alcuni suoi ex compagni di squadra e della rivale storica Inter, rilasciando una serie di dichiarazioni destinate a far discutere. Nel suo libro rivela apertamente di odiare l’Inter: «Penso che la gente capirà cosa intendo dire. Io odio sportivamente l’Inter come Michael Jordan odia i Pistons. L’odio sportivo è quello che ci spinge a superare l’avversario: se gli si dai il giusto significato capisci che è una componente essenziale dello sport»

Il capitano bianconero dice la sua anche su Balotelli e Felipe Melo, ex compagni di squadra in nazionale e alla Juventus: «Entrambi mi hanno deluso. Balotelli è una persona negativa, senza rispetto per il gruppo. Nel 2013 in una partita di Confederations Cup contro il Brasile non aiutò minimamente la squadra, roba da prenderlo a schiaffi. Peggio di lui ho conosciuto solo Felipe Melo, una persona irrispettosa. Con lui si rischiava sempre la rissa, è una mela marcia.

Chiellini inoltre racconta anche alcuni episodi legati a Bergessio, Pazzini e Higuain: «A inizio carriera ero un cavallo pazzo, le mie partite erano tutto un correre e un battagliare. Posso essere stro*** ma non cattivo, anche se una volta mi è capitato di fare del male. Nel 2013 feci un intervento sconsiderato su Bergessio e mi dispiacque tanto. Gli chiesi scusa mille volte anche se non potevo ridargli il pezzo che gli avevo rotto. Lui stette fuori tre mesi e nella partita di ritorno scatenò una caccia all’uomo contro di me ma a furia di gomitate si fece espellere». Successivamente parla di piccole strategie per far innervosire gli avversari: «In partita gli amici non esistono. Con Pazzini ci sono cresciuto ma una volta gli ho dato fastidio per tutta la partita toccandogli la mascherina protettiva che portava sul viso. Lui mi mandava a quel paese ma alla fine ci siamo parlati come se nulla fosse». Infine su Higuain: «Da avversario lo odiavo ma conoscendolo mi ha sorpreso. È un ragazzo impegnativo perché devi coccolarlo e stimolarlo. Ha bisogno di affetto per alimentare le potenzialità incredibili che ha».

Giorgio Chiellini

Fonte foto: Pngimage

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